Tutti, abbiamo dei buchi nel cuore.
Sono le desolazioni lasciate dalle persone che non si lasciano incontrare.
Sono i sorrisi negati.
Sono quelle parole non dette che feriscono più dell'urlo, più del litigio, perché contengono una consapevole scelta di negazione.
"Tu per me non esisti".
Non è la morte, che ci graffia il cuore e lo lascia vuoto. No. La morte di chi abbiamo amato continua a riempirci di amore. Amore dolente, certo. Nutrito di lacrime e di memoria, di nostalgia e di rimpianti. Ma anche di gratitudine: io sono. Qui. Ora. Sono così perché anche tu con il tuo amore mi hai forgiata.
Ogni persona che amiamo, costruisce un pezzo di noi.
Ogni persona che si lascia incontrare, costruisce un pezzo di noi. Ci si plasma a vicenda sotto lo stesso cielo. In attesa della stessa luce. Noi stessi spicchi di luce per il mondo quando lo percorriamo aperti all'abbraccio, all'ascolto, al sorriso.
Tutti abbiamo dei buchi nel cuore. Ma non dobbiamo temerli. Non esiste vuoto tanto grande da divorare chi si lascia incontrare dall'amore.
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domenica 8 aprile 2018
lunedì 11 febbraio 2013
Il coraggio del Papa
Mia madre ha l'Alzheimer.
Anni fa, all'inizio della malattia, si rese conto che la sua memoria non era più il congegno mirabilmente preciso a cui era abituata.
Il suo primo atto fu quello di procurarsi un posto al cimitero.
Subito dopo si occupò della sua situazione patrimoniale girando a noi figli ogni gestione.
Mia madre era allora ben lontana dagli ottanta anni.
Oggi un Papa quasi novantenne lascia il suo ministero dichiarandosi inadeguato. Inabile a continuare la sua missione.
La notizia è da libri di storia.
Il mondo attonito commenta.
Tra poco si faranno paragoni con il suo predecessore, commovente nella sua sfida agli anni e alle malattie.
Anch'io desidero lasciare qui una riflessione.
Io credo fortemente allo Spirito Santo.
Credo che ci sia una "necessità" in ciò che accade, soprattutto nei grandi eventi, che spesso ci sfugge,ma che è sempre ispirata e informata dallo Spirito.
Sono sicura che accanto al Papa abdicante, oggi ha spirato lo stesso Vento che ha sorretto Papa Giovanni Paolo II, quello stesso che agitava le pagine sacre posate sulla bara, nel giorno del suo funerale.
Il mondo gira sempre più veloce.
Il dialogo tra le religioni e le Chiese è un tassello di grande importanza negli equilibri del pianeta.
Il soglio di Pietro è sempre più universale.
In televisione ho sentito il commento di una persona incredula :"I padri non possono abdicare alla paternità".
Avrei voluto urlarle:"Non sentirti abbandonata. Sentiti grata":
Io ringrazio Papa Benedetto.
Lo ringrazio per la lucidità.
Per l'umiltà.
Per l'onestà.
Per il coraggio.
Per la grande lezione che sta dando a tutti noi.
Anni fa, all'inizio della malattia, si rese conto che la sua memoria non era più il congegno mirabilmente preciso a cui era abituata.
Il suo primo atto fu quello di procurarsi un posto al cimitero.
Subito dopo si occupò della sua situazione patrimoniale girando a noi figli ogni gestione.
Mia madre era allora ben lontana dagli ottanta anni.
Oggi un Papa quasi novantenne lascia il suo ministero dichiarandosi inadeguato. Inabile a continuare la sua missione.
La notizia è da libri di storia.
Il mondo attonito commenta.
Tra poco si faranno paragoni con il suo predecessore, commovente nella sua sfida agli anni e alle malattie.
Anch'io desidero lasciare qui una riflessione.
Io credo fortemente allo Spirito Santo.
Credo che ci sia una "necessità" in ciò che accade, soprattutto nei grandi eventi, che spesso ci sfugge,ma che è sempre ispirata e informata dallo Spirito.
Sono sicura che accanto al Papa abdicante, oggi ha spirato lo stesso Vento che ha sorretto Papa Giovanni Paolo II, quello stesso che agitava le pagine sacre posate sulla bara, nel giorno del suo funerale.
Il mondo gira sempre più veloce.
Il dialogo tra le religioni e le Chiese è un tassello di grande importanza negli equilibri del pianeta.
Il soglio di Pietro è sempre più universale.
In televisione ho sentito il commento di una persona incredula :"I padri non possono abdicare alla paternità".
Avrei voluto urlarle:"Non sentirti abbandonata. Sentiti grata":
Io ringrazio Papa Benedetto.
Lo ringrazio per la lucidità.
Per l'umiltà.
Per l'onestà.
Per il coraggio.
Per la grande lezione che sta dando a tutti noi.
lunedì 31 dicembre 2012
Rimesto le lenticchie.
Sorveglio il cotechino e lo zampone che stanno sobbollendo in due pentole diverse.
Nel frigorifero è già pronto un panettone gastronomico che ho farcito di mare.
E all'improvviso mi blocco e mi si stringe il cuore.
Mi assale la mente il viso di quella barbona, mesi fa, Milano zona Duomo. Un mucchio di stracci. Uno spicchio di pelle come legno o cuoio vecchio. Un polso secco e annerito come un ramo dopo un incendio. Un mondo. Tutto sotto quegli stracci. Mi ci trovo dentro. A guardare lì fuori. O a non guardare, tanto lo so cosa c'è: pesci in un acquario. Certi del pasto. Certi dell'acqua.
Mi trovo a pensare un dolore troppo grande per essere raccontato. Figli perduti. E con loro le radici. Il passato e il futuro.
Rimesto le lenticchie.
Fra qualche ora brinderò a un nuovo anno.
Ma a QUALE anno?
A un altro anno di bombe davanti ai panifici?
Di patrie negate?
Di occhi e pance larghi di fame?
Nel nuovo anno una signora, ex moglie di ex, potrà contare su 3 milioni al mese. Quante pance riempirebbe tutto quel denaro?
E quante ne riempirebbero le mie lenticchie?
L'enormità dell'ingiustizia che divide il mondo come un tragico spartiacque, mi toglie il respiro.
Brinderò.
Pensando ad Alessandro.
Che avrà due anni nel 2013.
Brinderò. E pregherò che lui, e Azzurra, e tutti i bimbi appena nati o ancora da nascere siano migliori di noi.
Qualcuno, migliore di noi, dovrà pur riuscire a rinnovare questo mondo che marcisce nelle diversità...
Sorveglio il cotechino e lo zampone che stanno sobbollendo in due pentole diverse.
Nel frigorifero è già pronto un panettone gastronomico che ho farcito di mare.
E all'improvviso mi blocco e mi si stringe il cuore.
Mi assale la mente il viso di quella barbona, mesi fa, Milano zona Duomo. Un mucchio di stracci. Uno spicchio di pelle come legno o cuoio vecchio. Un polso secco e annerito come un ramo dopo un incendio. Un mondo. Tutto sotto quegli stracci. Mi ci trovo dentro. A guardare lì fuori. O a non guardare, tanto lo so cosa c'è: pesci in un acquario. Certi del pasto. Certi dell'acqua.
Mi trovo a pensare un dolore troppo grande per essere raccontato. Figli perduti. E con loro le radici. Il passato e il futuro.
Rimesto le lenticchie.
Fra qualche ora brinderò a un nuovo anno.
Ma a QUALE anno?
A un altro anno di bombe davanti ai panifici?
Di patrie negate?
Di occhi e pance larghi di fame?
Nel nuovo anno una signora, ex moglie di ex, potrà contare su 3 milioni al mese. Quante pance riempirebbe tutto quel denaro?
E quante ne riempirebbero le mie lenticchie?
L'enormità dell'ingiustizia che divide il mondo come un tragico spartiacque, mi toglie il respiro.
Brinderò.
Pensando ad Alessandro.
Che avrà due anni nel 2013.
Brinderò. E pregherò che lui, e Azzurra, e tutti i bimbi appena nati o ancora da nascere siano migliori di noi.
Qualcuno, migliore di noi, dovrà pur riuscire a rinnovare questo mondo che marcisce nelle diversità...
domenica 11 novembre 2012
Semplicemente, il fiume
"... Il fiume scorreva come se lì sopra non fosse mai successo nulla, né a noi né a nessun altro. Era semplicemente il fiume. Improvvisamente mi colpì il pensiero che era proprio come la vita, quel fiume. Tu ci navighi semplicemente sopra e, se arriva una pioggia forte, un'inondazione o qualcosa del genere e una parte viene spazzata via, col tempo tutto torna al suo posto. Be', magari con qualcosa di diverso, ma in sostanza resta lo stesso. (...)... quel vecchio serpente scuro di un fiume rimaneva praticamente sempre uguale, e scorreva da una estremità all'altra, fino al grande mare.
Joe R. Lansdale
"Acqua buia"
Einaudi, stile libero big 2012
Ho appena terminato di leggere il libro di Lansdale. Me lo sono bevuta godendomelo dall'inizio alla fine, letteralmente immersa in una atmosfera sospesa tra l'old river e il bosco delle streghe.
La frase citata è tratta dall'ultima pagina.
A giorni sarà il mio compleanno. Tempo di riflessioni, analisi su ciò che è stato, bilanci.
Forse per questo mi suona tanto vera.
Joe R. Lansdale
"Acqua buia"
Einaudi, stile libero big 2012
Ho appena terminato di leggere il libro di Lansdale. Me lo sono bevuta godendomelo dall'inizio alla fine, letteralmente immersa in una atmosfera sospesa tra l'old river e il bosco delle streghe.
La frase citata è tratta dall'ultima pagina.
A giorni sarà il mio compleanno. Tempo di riflessioni, analisi su ciò che è stato, bilanci.
Forse per questo mi suona tanto vera.
domenica 4 novembre 2012
domenica 19 febbraio 2012
Ma che necessità ha il "Festival della canzone italiana" di spogliare le donne per avere visibilità? Perché devono sempre sfilare delle belle statuine (o statuone, visti i rapporti di altezza...) possibilmente inabili alla parola? Che sollievo poter saggiare il filo tagliente della lingua di Geppi Cucciari, sicuramente dotata di un cervello altrettanto affilato.
E' proprio vero che il dolce , purtroppo, sta in fondo!
E' proprio vero che il dolce , purtroppo, sta in fondo!
lunedì 12 dicembre 2011
Trucchi e inganni .. a volontà
Voglio fare soltanto propositi che si possano mantenere entro un massimo di otto ore.
E poi li ripeterò e li ripeterò e li ripeterò e li ripeterò.
Di otto ore in otto ore.
E poi li ripeterò e li ripeterò e li ripeterò e li ripeterò.
Di otto ore in otto ore.
venerdì 7 ottobre 2011
La forza di un'anima sta nella sua capacità di rigenerazione. In questo mondo non ci è dato essere perfetti e nemmeno "conoscere" la perfezione, poiché la conoscenza, già sola, implicherebbe partecipazione.
Con le nostre capacità ci è dato sbagliare e apprendere dall'errore.
Sbagliamo.
Soffriamo - poiché comportamenti errati generano solo dolore.
Per non soffrire più, modifichiamo il comportamento che ha generato dolore.
In questo modo, un passo dopo l'altro, miglioriamo.
Con le nostre capacità ci è dato sbagliare e apprendere dall'errore.
Sbagliamo.
Soffriamo - poiché comportamenti errati generano solo dolore.
Per non soffrire più, modifichiamo il comportamento che ha generato dolore.
In questo modo, un passo dopo l'altro, miglioriamo.
domenica 21 agosto 2011
Siamo tutti tessitori di luce.
domenica 20 marzo 2011
Promemoria per un bimbo (8)
Se devi esprimere un giudizio su una persona
non fermarti alle apparenze,
ma ricorda che chi deve dare un giudizio su di te
potrebbe fermarsi alle apparenze.
non fermarti alle apparenze,
ma ricorda che chi deve dare un giudizio su di te
potrebbe fermarsi alle apparenze.
sabato 19 marzo 2011
Promemoria per un bimbo (7)
I doveri sono le azioni che si compiono per contribuire a costruire qualcosa.
Te ne parleranno sempre più spesso, mano a mano che crescerai.
Qualcuno ti dirà che sono obblighi .
Altri ti diranno che sono obblighi detestabili.
Tu, non lasciarti tentare a non compierli:
senza doveri non potresti riconoscerti in niente.
I doveri più importanti sono quelli verso te stesso,
per riconoscerti uomo tra gli uomini
e figlio del mondo su cui vivi.
Adempiere con coscienza ai propri doveri
fa crescere la fierezza, la dignità e la stima di sé,
che ogni uomo deve costruire, mantenere e custodire.
Intrecciati ai doveri ci sono i diritti.
I diritti sono i benefìci di cui è indispensabile godere.
Il diritto più grande è la libertà.
Ogni diritto genera dei doveri,
così come ogni dovere genera dei diritti.
Ogni persona deve poter vivere in mezzo agli altri
avendo la stessa misura di diritti e doveri.
Se questo non accade
e qualcuno vive con molti diritti e pochi o nessun dovere
accanto ad un altro, che viceversa ha molti doveri
e pochi o nessun diritto,
si verifica un'ingiustizia.
Una tale ingiustizia può verificarsi
per un intero popolo,
ma anche tra due sole persone.
Ogni volta che si nega o non si riconosce
un diritto
si provocano sofferenze, anche gravi
e il mondo viene peggiorato.
E' dovere di ciascuno
operare
affinché questo non succeda mai.
Te ne parleranno sempre più spesso, mano a mano che crescerai.
Qualcuno ti dirà che sono obblighi .
Altri ti diranno che sono obblighi detestabili.
Tu, non lasciarti tentare a non compierli:
senza doveri non potresti riconoscerti in niente.
I doveri più importanti sono quelli verso te stesso,
per riconoscerti uomo tra gli uomini
e figlio del mondo su cui vivi.
Adempiere con coscienza ai propri doveri
fa crescere la fierezza, la dignità e la stima di sé,
che ogni uomo deve costruire, mantenere e custodire.
Intrecciati ai doveri ci sono i diritti.
I diritti sono i benefìci di cui è indispensabile godere.
Il diritto più grande è la libertà.
Ogni diritto genera dei doveri,
così come ogni dovere genera dei diritti.
Ogni persona deve poter vivere in mezzo agli altri
avendo la stessa misura di diritti e doveri.
Se questo non accade
e qualcuno vive con molti diritti e pochi o nessun dovere
accanto ad un altro, che viceversa ha molti doveri
e pochi o nessun diritto,
si verifica un'ingiustizia.
Una tale ingiustizia può verificarsi
per un intero popolo,
ma anche tra due sole persone.
Ogni volta che si nega o non si riconosce
un diritto
si provocano sofferenze, anche gravi
e il mondo viene peggiorato.
E' dovere di ciascuno
operare
affinché questo non succeda mai.
lunedì 14 marzo 2011
Promemoria per un bimbo (6)
Il tuo viso è uno specchio
che riflette il mondo.
Sorridi
e anche il mondo ti sorriderà.
che riflette il mondo.
Sorridi
e anche il mondo ti sorriderà.
sabato 12 marzo 2011
Promemoria per un bimbo (5)
Le parole servono per vivere in mezzo agli altri.
Servono per imparare, chiedere, raccontare.
Ci sono le parole che si ascoltano
e quelle che si dicono.
Dietro ogni parola c'è un significato.
Per questo non devi usare parole che non conosci:
potresti offendere o essere frainteso.
Il potere delle parole è grandissimo.
Con le parole puoi consolare od offendere,
guarire o uccidere.
Devi imparare presto il valore delle parole.
Per non dissiparle.
Per esprimerti.
Per comunicare.
Ci sono parole che non dimenticherai.
Le parole che non si dimenticano
sono quelle che fanno stare molto male
o molto bene.
Le parole più belle
sono quelle che dicono amore.
Darne e riceverne
rende la vita migliore.
Servono per imparare, chiedere, raccontare.
Ci sono le parole che si ascoltano
e quelle che si dicono.
Dietro ogni parola c'è un significato.
Per questo non devi usare parole che non conosci:
potresti offendere o essere frainteso.
Il potere delle parole è grandissimo.
Con le parole puoi consolare od offendere,
guarire o uccidere.
Devi imparare presto il valore delle parole.
Per non dissiparle.
Per esprimerti.
Per comunicare.
Ci sono parole che non dimenticherai.
Le parole che non si dimenticano
sono quelle che fanno stare molto male
o molto bene.
Le parole più belle
sono quelle che dicono amore.
Darne e riceverne
rende la vita migliore.
Promemoria per un bimbo (4)
L'amicizia è tra le cose belle della vita.
L'amicizia è come una pianta.
Nasce da un piccolissimo seme.
Se la curi cresce rapidamente
e mette radici molto salde.
All'inizio ha bisogno delle cure più assidue,
di essere nutrita, riparata e protetta:
basta poco per arrestare la crescita,
per far seccare il seme,
o farlo marcire per troppa acqua.
Dunque ogni giorno dedica il giusto pensiero
al tuo giardino.
A volte basta un'occhiata,
un pensiero, una carezza .
Col tempo, se l'avrai accudita,
la pianta dell'amicizia ti ripagherà:
avrà rami frondosi sotto cui potrai riposare,
fiori che ti incanteranno con colori e profumo,
frutti saporiti, per cui non avrai mai fame.
Stai però attento a come scegli il seme:
alcuni, pericolosi, danno solo frutti avvelenati.
L'amicizia è come una pianta.
Nasce da un piccolissimo seme.
Se la curi cresce rapidamente
e mette radici molto salde.
All'inizio ha bisogno delle cure più assidue,
di essere nutrita, riparata e protetta:
basta poco per arrestare la crescita,
per far seccare il seme,
o farlo marcire per troppa acqua.
Dunque ogni giorno dedica il giusto pensiero
al tuo giardino.
A volte basta un'occhiata,
un pensiero, una carezza .
Col tempo, se l'avrai accudita,
la pianta dell'amicizia ti ripagherà:
avrà rami frondosi sotto cui potrai riposare,
fiori che ti incanteranno con colori e profumo,
frutti saporiti, per cui non avrai mai fame.
Stai però attento a come scegli il seme:
alcuni, pericolosi, danno solo frutti avvelenati.
Promemoria per un bimbo (3)
Si vive meglio in pace che in guerra.
Le guerre le fanno i grandi, ma si impara a non farle da piccoli.
Impara ad ascoltare e comprendere le ragioni degli altri.
Impara a non imporre con la forza le tue ragioni.
Le guerre le fanno i grandi, ma si impara a non farle da piccoli.
Impara ad ascoltare e comprendere le ragioni degli altri.
Impara a non imporre con la forza le tue ragioni.
mercoledì 9 marzo 2011
Promemoria per un bimbo (2)
Se c'è qualcosa attorno a te che non ti piace, impegnati per cambiarlo.
Prima però guarda bene dentro di te. Forse il cambiamento dovresti farlo lì.
Prima però guarda bene dentro di te. Forse il cambiamento dovresti farlo lì.
martedì 8 marzo 2011
Promemoria per un bimbo
La Terra è il mondo in cui abiti. La tua casa.
Rispettala.
Non sporcarla.
Non mutilarla.
Nutrila se vuoi che ti nutra.
Non derubarla.
Condividila.
Non sei il suo padrone.
Per lei sei un figlio.
Tu sii il suo custode.
Rispettala.
Non sporcarla.
Non mutilarla.
Nutrila se vuoi che ti nutra.
Non derubarla.
Condividila.
Non sei il suo padrone.
Per lei sei un figlio.
Tu sii il suo custode.
domenica 13 febbraio 2011
Se non ora...quando?
Aspetto il giorno in cui ci sarà una grande, corale manifestazione di uomini che sceglieranno di scendere in piazza per riaffermare la propria dignità maschile. Che leveranno alta la loro voce di uomini comuni. Lontani da festini, prostitute, clientele. Uomini che ogni giorno si misurano con la vita insieme alle proprie compagne, per realizzare un progetto condiviso. Uomini che praticano il rispetto delle persone - indipendentemente dal genere- perché conoscono, riconoscono e vivono la fatica dell'impegno quotidiano.
mercoledì 2 febbraio 2011
Il bello della vita è che in ogni momento si può decidere di cambiare.
giovedì 27 gennaio 2011
L'eroismo della vita normale
Mi hanno chiesto di partecipare alla settimana per la riaffermazione dei diritti e della dignità delle donne. Una delle proposte della campagna era quella di adottare, sul proprio profilo facebook, l'immagine di una donna famosa.
Io non ho aderito.
Avrei potuto accogliere l'invito, inserendo come avatar la foto di mia madre, una donna forte, che ha lottato tutta la vita lavorando con impegno, duramente, senza mai cedere a compromessi. Una donna che ha tirato su due figli da sola, aiutata soltanto dalla volontà. La sua fiducia nel Padreterno era sconfinata, ma uno dei proverbi che ci ripeteva più spesso era: "Aiutati che il Ciel t'aiuta". Non ha mai cercato scorciatoie. Aveva chiari obiettivi -crescere decorosamente i suoi figli tirando la fine del mese- e li perseguiva restando salda sulla strada maestra.
Avrei potuto mettere l'immagine di Claudia, che ci ha lasciati anzitempo, dopo avere sostenuto un estenuante corpo a corpo con i germogli maligni che la divoravano. Fin dall'inizio questa donna straordinaria ha dato un nome al suo male; lo ha affrontato a viso aperto giorno dopo giorno. Mai ha mistificato le parole . Mai ha nascosto il proprio corpo, neanche quando il male lo aveva trasformato in una veste deformata. Irriconoscibile.
Avrei potuto mettere la fotografia di Lilian, che per due anni ha combattuto strenuamente con e per il figlio adolescente, colpito da leucemia fulminante.Oggi sono giunti al traguardo dello "stop-terapia". Ma io so quanto è costato arrivarci. Ansie, sofferenze, sacrifici. Sempre nascosti dal sorriso,sempre tenuti dentro, che non venisse mai meno il coraggio a lui, il figlio malato. Ce l'hanno fatta insieme. Madre e figlio. Forza e amore.
Mia madre. Claudia. Lilian.
Non sono donne famose.
Sono donne qualunque.
Donne combattenti. Forti. Determinate .
Donne come se ne possono incontrare ogni giorno, vivendo una vita normale.
E' questo che voglio sottolineare non aderendo alla campagna che mi hanno proposto.
L'eroismo della normale vita quotidiana. Fatta di lavoro. Bollette da pagare. Figli che si ammalano. Fatta anche di svaghi, talvolta, quando c'è tempo.
Ma fatta soprattutto della coscienza dei propri doveri e delle proprie responsabilità.
E allora. Lascerò la mia foto.
Non ho bisogno di mettermi all'ombra di una "donna famosa" per affermare diritti e dignità.
Non voglio.
Voglio essere io, con il mio nome e con la mia faccia , ad andare avanti nella vita.
Voglio guardare i problemi a viso aperto.
Voglio dare un nome anche alle cose che fanno male.
L'ho sempre fatto e continuerò a farlo. Ruggendo e pregando. Tra sorrisi e lacrime. Senza sconti. Sorretta dall'amore.
Io non ho aderito.
Avrei potuto accogliere l'invito, inserendo come avatar la foto di mia madre, una donna forte, che ha lottato tutta la vita lavorando con impegno, duramente, senza mai cedere a compromessi. Una donna che ha tirato su due figli da sola, aiutata soltanto dalla volontà. La sua fiducia nel Padreterno era sconfinata, ma uno dei proverbi che ci ripeteva più spesso era: "Aiutati che il Ciel t'aiuta". Non ha mai cercato scorciatoie. Aveva chiari obiettivi -crescere decorosamente i suoi figli tirando la fine del mese- e li perseguiva restando salda sulla strada maestra.
Avrei potuto mettere l'immagine di Claudia, che ci ha lasciati anzitempo, dopo avere sostenuto un estenuante corpo a corpo con i germogli maligni che la divoravano. Fin dall'inizio questa donna straordinaria ha dato un nome al suo male; lo ha affrontato a viso aperto giorno dopo giorno. Mai ha mistificato le parole . Mai ha nascosto il proprio corpo, neanche quando il male lo aveva trasformato in una veste deformata. Irriconoscibile.
Avrei potuto mettere la fotografia di Lilian, che per due anni ha combattuto strenuamente con e per il figlio adolescente, colpito da leucemia fulminante.Oggi sono giunti al traguardo dello "stop-terapia". Ma io so quanto è costato arrivarci. Ansie, sofferenze, sacrifici. Sempre nascosti dal sorriso,sempre tenuti dentro, che non venisse mai meno il coraggio a lui, il figlio malato. Ce l'hanno fatta insieme. Madre e figlio. Forza e amore.
Mia madre. Claudia. Lilian.
Non sono donne famose.
Sono donne qualunque.
Donne combattenti. Forti. Determinate .
Donne come se ne possono incontrare ogni giorno, vivendo una vita normale.
E' questo che voglio sottolineare non aderendo alla campagna che mi hanno proposto.
L'eroismo della normale vita quotidiana. Fatta di lavoro. Bollette da pagare. Figli che si ammalano. Fatta anche di svaghi, talvolta, quando c'è tempo.
Ma fatta soprattutto della coscienza dei propri doveri e delle proprie responsabilità.
E allora. Lascerò la mia foto.
Non ho bisogno di mettermi all'ombra di una "donna famosa" per affermare diritti e dignità.
Non voglio.
Voglio essere io, con il mio nome e con la mia faccia , ad andare avanti nella vita.
Voglio guardare i problemi a viso aperto.
Voglio dare un nome anche alle cose che fanno male.
L'ho sempre fatto e continuerò a farlo. Ruggendo e pregando. Tra sorrisi e lacrime. Senza sconti. Sorretta dall'amore.
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